Tuchì. un vino, una torre, tanta storia

In principio era il Tocai. Poi vennero gli ungheresi e l’Unione Europea: il Tocai non poteva più chiamarsi così, troppo vicino al celeberrimo Tokaij d’Ungheria, anche se le uve non sono proprio le stesse. Così i friulani, gente seria e quadrata, dopo qualche resistenza hanno adottato il nome “Friulano” (da Tocai Friulano, definizione storica estesa); i veneti, popolo allegro e legato alle tradizioni, lo hanno chiamato “Tai bianco”.

Umiltà, un pò di orgoglio e tanta, tanta passione

Non è come a una fiera, o come in una degustazione negli hotel o nei saloni. Quando i vignaioli li vedi nelle loro cantine, nei loro vigneti e tra le loro botti, la sensazione che danno è tutta diversa: sono meno spaesati, magari meno spavaldi, ma certamente molto più umili, e anche un po’ più orgogliosi. Umili da humus, terra: perché quel che si nota è proprio il legame con la terra. È un legame fatto di passione, innanzitutto: quella passione bruciante, totale, anche se talvolta amara – nei momenti difficili – come lo è per la donna o l’uomo della propria vita.

Enoturismo: un'anatra (ancora) zoppa

Tanto per cominciare: cos’è l’enoturismo? Il 27 dicembre 2017 è stata promulgata la legge di bilancio dello Stato: all’interno di questa ci sono 4 commi che definiscono le attività enoturistiche. Secondo noi è una pietra miliare, perché per la prima volta il Parlamento e il Governo riconoscono l’esistenza e l’importanza dell’enoturismo come attività specifica dei produttori vitivinicoli. L’enoturismo – parola unica che individua, come è ovvio, il turismo del vino – è materia ampia, che individua tutte le attività ricettive e divulgative che si possono fare nei luoghi

Il Vino di Milano: Un viaggio per scoprirlo

San Colombano al Lambro: una trentina di chilometri da Milano ma parte della Città Metropolitana, Borgo Insigne per concessione di Carlo II di Spagna, paese natale del Beato Don Carlo Gnocchi, è la patria del vino di Milano. Del resto, il legame tra San Colombano al Lambro e Milano dura da quasi mille anni: da quando l’Imperatore Corrado II donò questo territorio ad Ariberto d’Intimiano, Vescovo di Milano. Molti personaggi illustri nella storia legano il loro nome a questo borgo: tra tutti, il visitatore più famoso è certamente Francesco Petrarca...

 

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